15/11/2009
Impressioni
IMPRESSIONI
Di soli sguardi
le parole evocate
un quadro di Monet
impressioni cercate.
Non ricordo
Il profumo della tua pelle.
Non esisteva il tempo
per fissare un senso alle stelle.
Amo il pensiero
che rimane delle viole
tra le mani corolle sottili
bagnate di giorno dal sole
Cosa resta
di un giorno senz’ore
l’essenza del seme di grano
che sfama e muore…
e le impressioni cercate...
sole...
09:57
Scritto da : darumafly
in poesie | Link permanente | Commenti (14)
|
Segnala
| Tag: impressioni | OKNOtizie |
Facebook
08/11/2009
Favola
Accoccolata tra la pioggia... mi sono raccontata una favola.... una nostalgia bambina...
Perdonatemi la lunghezza...
e la trama infantile...
Illustrazione gentilmente concessa dal pittore Fiore Cagnetti (omaggio a G. Vigeland)
che ringrazio per l'ispirazione.
C’era una volta… anzi c’ero una volta.
Ero una piccola ed insignificante bruchina.
Contavo istanti lunghi, come un giorno di bimbo senza giochi.
Strisciavo tra le pietre, districandomi tra i rovi a ricercare una tenera foglia
per riempire il mio lungo, sottile e strisciante corpo disgustoso.
Non conoscevo il cielo ed il suo orizzonte. Vivevo attaccata alla zolla, il mio era un pesante destino: strisciare nella terra e nella sua polvere.
Ero disprezzata, schifata da grandi e bambini.
Potevo finire schiacciata da un piede, qualunque, per sbaglio o apposta, a volte per gioco.
Avrei voluto guardare in faccia il sole… sentivo il suo tepore, la sua luce…
sulla schiena non in grado di reggersi dritta…
Cominciai ugualmente a dialogare con lui, dapprima tra me e me … ma un inaspettato giorno rispose ai mie pensieri muti e mi disse: "Cara bruchina non importa chi sei o come sei fatta, tu devi sempre credere fermamente in qualcosa d’importante. " "Cos’ è importante? " domandai al sole: "la vita" rispose "ma ancor più della vita, segui l’Amore…"
Sapevo cosa fosse la vita, spesso la sentivo succube di uno sventurato destino, ma ahimè, ancora non sapevo, cosa fosse l’Amore…
Un giorno sentii frusciare il terreno, alzai un segmento del mio corpo... Vidi degli strani calzari…rabbrividii, mi trovavo praticamente sotto la traiettoria di una grande suola… per me era davvero finita…
Velocemente la mia vita si proiettò come in un film alla moviola, rammentai le raccomandazione del sole e credetti nella vita, fermamente. Cercai di guardare oltre lo sguardo dei miei occhi: vidi un giovine dall’aspetto incantevole.
Un elfo... dei boschi… Pensate… stavo finendo proprio sotto il suo passo allegro e deciso... che destino crudele!
Ma in quell’istante un raggio di sole mi illuminò, i suoi occhi svelti mi videro in tempo e la sua bontà verso ogni forma di vita decise di risparmiarmi... mi scansò e perdendo l'equilibrio, cadde rovinosamente a terra.
Io ebbi salva la vita...
Il mio cuore batteva forte... non so dirvi se perchè fossi ad un passo dalla morte o dalla vita...
Si, quella vita che diventa colorata quando il cuore batte per un essere che si è accorto di noi...
…E in quel battito cominciavo a credere di essere una farfalla che svolazzava davanti al suo viso, si posava sulla sua mano, sentivo dentro di me un solletico dolce come se delle bolle di sapone mi scoppiassero nel petto...
Sembrava che ci fosse un filo fatuo che mi legava a quella creatura. Seguendo il filo cominciai a tessere la seta tutta intorno ad ogni pensiero... e i pensieri cominciavano ad abbracciarsi uno all'altro e la trama catturava la mia mente come quella di un fanciullo che ascolta una favola...
Chiudevo tutto il resto fuori e vedevo solo il mio sogno dormire con me... nello spazio bianco di un bozzolo.
Mi spogliavo di ogni peso seccando ogni residuo superfluo di me.
Volevo essere più leggera, devota solo agli istanti che creano meraviglia al mio cuore...
Un giorno, d'arcobaleno e sole, mi svegliai dal sonno dei giorni tristi.
Mi sentivo diversa anche se ero la stessa che cullava il suo sogno:
ora mi si era cucito addosso come due ali colorate... che si aprivano alla vita.
Ero davvero una farfalla, a nulla sarebbero servite le ali se non volare verso l'Amore che mi salvò la vita, ma come raggiungere il suo cuore?
Sussurrai ad ali giunte una preghiera al raggio di sole:
" Aiutami ti prego, potente sole, tu che doni vita e luce ad ogni creatura, illumina la via per condurmi all'elfo."
"Lo troverai, mia cara farfallina, ma dovrai amare l’Amore più della tua vita perché la tua vita sarà breve."
Cominciai a volare sopra i prati, le margherite, i campi, i girasoli e i papaveri. Adoravo il loro colore e profumo, avevo fame, sete, sonno… la vita chiedeva che mi fermassi..
Ma andai oltre, stremata, fino a giungere in prossimità di un bosco.
Mi infilai tra le fronde, i raggi di sole mi accompagnavano obliqui.
Sentivo il tempo essermi nemico. Volevo sfuggire al mio destino, quando ad un tratto, nel frastuono dei miei timori, sentii un canto melodioso tra il fruscio silenzioso delle foglie.
Lo vidi, bellissimo, seduto sotto un albero, assorto nella musica, improvvisava le note che dipingevano il mio sogno. La sua voce dolce e delicata sfamava il mio cuore e il suo timbro profondo, limpido e terso dissetava la mia anima.
Ma ancora una volta non volevo essere quella che ero. Abitavo un corpo inadeguato. Sconsolata e stanca cominciai ad abbandonare il mio sogno, rannicchiata, le ali basse, singhiozzavo sotto una foglia.
All’improvviso un raggio di sole, l’unico che riusciva ad insinuarsi tra le fronde mi toccò il cuore: "Solo una farfalla può trovare l’Elfo... ora credi fermamente nel tuo sogno, più della tua vita e abbandonati ad esso. "
Alzai il capo, spalancai le ali, il cuore mi batteva sempre più forte. Cominciai a volteggiargli intorno, seguendo il suono delle sue parole come una scia di brezza lieve… cominciai a danzare sottile e leggera avvolta in una spirale di nuovo, come in un sogno…
diventavo una fata bellissima con folte chiome chiare che incorniciavano il mio corpo sottile, velandone appena le nudità… come un’elegante veste regale, tessuta d’oro.
L’Elfo mi vide, col suo sguardo ombroso ma di una dolcezza profonda mi porse la mano ed io risposi con un sorriso al suo invito.
Sfiorai la sua mano, il suo viso, i suoi occhi, adagiai una carezza tra i suoi capelli e posai le mie dita tremanti sulle sue morbide labbra.
Mi sentii stringere tra le sue braccia accoglienti. Soffocavo di gioia in quell’abbraccio infinito.
… e in quell’istante eterno lo amai… con qualcosa di più grande del mio piccolo corpo, delle mie fragili ali, della mia breve vita…
Non lo amai come la bruchina che s’ innamorò… ne come la farfalla che lo rincorse , ne come la donna che l’accarezzò… ma come l’Amore…
intanto il sole scendeva veloce dietro le piante. La collina lo nascondeva tutto, ormai, un solo istante e fu tutto freddo e buio…
un buio profondo nero, vuoto, come la morte…
Solo pace e silenzio… Non sono più nulla, ora… solo il sogno d’Amore sopravvive alla notte del corpo.
… e fu di nuovo giorno: un’aurora nata quasi da un incantesimo di fata
mi trovò addormentata nel mio letto e accanto c’era il mio sogno… intatto.
Il destino non può nulla davanti alla grandezza dell’Amore.
Non so dirvi se io fossi una bruchina che sognava di essere una farfalla, una farfalla che sognava di essere una donna o una donna che sognava l’Amore.
un sola cosa so… ora so… cos’è la vita e l’ Amore…
00:30
Scritto da : darumafly
in racconti | Link permanente | Commenti (23)
|
Segnala
| Tag: favola | OKNOtizie |
Facebook
31/10/2009
Madre Terra
Coricata sulla terra
così ,come mi accolse
il ventre di mia madre.
Trovo una tana di quiete
dove appoggiare la fronte
e l’afflizione che la piega,
Solo per poco,
solo per me.
Dove il caos
dei giorni riposa
dentro la tua calma.
Come un seme
di te mi nutro
cercando la mia vita.
Terra della mia anima
Abbandonata nei tuoi echi
di palpiti primordiali
come radici di antichi ulivi
immersi
in fremiti di linfa
cerco rifugio
ai miei pensieri.
Solo con te,
a occhi chiusi.
gonfia del nostro silenzio
infallibile.
Tu vaghi, terra nell’universo
Nulla io posso
se non unire al tuo perpetuo moto
la mia raminga anima
Stretta alle tue zolle
odorose di frutti
e pietre incise di storie
che ci appartengono
Vedo disegnare su di te
le mie ombre,
sciogliersi liquide
nel perimetro del tuo abbraccio
le mie paure
perdenti e languide.
Solo io e te
insieme
guarderemo luci astrali
spegnersi nel firmamento.
E nel buio eterno,
ti raggiungerò…
anima della mia terra
C'è sempre un'inizio ed una fine... il cerchio si chiude... e la fine è di nuovo inizio... non c'è mai un solo modo di vedere la realtà...
Ho scritto i versi sopra la notte di Samhain dell'anno scorso... mentre percorrevo coi pensieri uno spazio bianco: il cerchio della nostra madre Terra... è quasi una preghiera...
00:56
Scritto da : darumafly
in poesie | Link permanente | Commenti (29)
|
Segnala
| Tag: poesia madre terra anima | OKNOtizie |
Facebook







