07/01/2012

Spirito libero

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Striscio la periferia della tua anima
la mia gelida preghiera sui gradini della cattedrale
dolore, senza lacrime
fuori da ogni luogo, lontano
mute sono le tue parole
le tocco come cenci cremisi stesi
su  nuvole bianche, orlate di nebbia
affido al vento ancora una volta il tuo nome
senza rassegnazione
tremo e attendo che tu rispondi
ti vedo curvo sul muro d’ombra
come fiato di una tremula candela
 sento che il tuo affanno ,
stringe un cappio attorno ai cuori chini su te
vegliano il tuo ultimo sonno
una burrasca oscura il tuo bel viso
uccelli neri incrociano orbite senza senso
gazze ladre di giovani amori e anime sagge
ne fanno bottino, fameliche:
rubini  color sangue  sono sparsi tra la sabbia
lacrime d’amore e di vita, sgocciolate via
disperata  raccolgo le pietre sparse,
 sono bei ricordi di sogni e sole
lentamente come lo sgranare di un rosario
li lascio cadere  in un’urna  di cristallo
la sigillo coi morsi della fame di vita
 non  sia che io possa smarrirne la luce
sono diamanti in un crepuscolo immortale

sopravvive il verde del prato,
 ma non ci credo ancora,
sei tu a dirmelo,
non siamo soli,
 io sento i frammenti
di vite passate che sfiorano le nostre  mani
per condurci, come ciechi nello smarrimento terreno
bruciano gli occhi,
in quella sera di limoni acerbi 
eppure ora, tu puoi guardare solo ciò
che noi vediamo
rifugiandoti  tra memoria e cuore
continua il tuo viaggio intrepido
 la tua antica saggia presenza
 dimora in noi, senza ormai più età
vive del tuo passaggio tra i nostri giorni
ora tu sei
un condottiero   senza nave
sui mari privi di  maree
sei un alito  caldo di vento sul mio viso
 e le tue mani  d’infinito
impastano con l’aria nuove forme
ci guardi e sorridi
vorrei amare
come hai amato tu la vita
questi brevi  istanti di travaglio
 che ancora ci dividono…

24/12/2011

Natività ?!?

Doglie su volo Linate-Parigi. Bimbo nasce a bordo

E’ deserta l’anticamera
della nuova era
Nessuno si presenta alla sua porta
O l’aspetta davvero

Stanno attorno farnetici
O se ne vanno sbeffeggiando
Parlano di tutto, ma solo i Maya lo sanno
Le antiche pietre resisteranno?

Alte sono ora le mura
a contenere i profeti di sventura
Le strade alla fine dei tempi
Son ricettacoli di demoni e santi

Voci di lune nascoste,
tra le greggi di stelle
spirano nelle fenditure d’anima
Echi di dolori s’ inseguono nelle nebbie

È la volontà tutta intesa al male
a dipingere eclissi perverse nelle notti
dove la pioggia copre come un’ombra fradicia
bene e male perché copulino insieme.

Morte o sopite, le genti,
orfane del proprio Dio
interrogano veggenti ed esorcizzano dottrine
per riposare in pace

E’ ormai sera per coloro che non si svegliano
come una fragile madre, l’umanità attende
 la marea sale, gocce di Coscienza Universale
Instillata nei cuori da Soffi di vento.

Senza paternità umane, le nascite Divine
Dopo un lungo cammino nel deserto
si allungano le nuvole fino al Cielo,
gravida la terra Attende un Ritorno

Oceani di dubbio rilasciano acque sterili
Lavano peccati mentre incombono le doglie
Urla il mondo prima del nuovo vagito
Un ultimo astro sfiamma nell’universo

Spettinata, esanime, tra lenzuola insanguinate
L’umanità s’arrende  esanime
Ritrova in se stessa la forza creatrice
E accoglie il dono Divino

Si rialza pronta a nutrirlo e farlo crescere
Gli uomini di buona volontà
 Baciano di nuovo la terra e il suo sudore
Nuovo pane di vita
Sarà dato al creato per la vita Eterna

Così sia…

 

 

 

 

13/12/2011

STANCA

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Stanca

 

Asciugo il cielo

anche quando non piove

nella pozza d’acqua

versata dai monti ghiacciati.

Invito il mio sangue

a capire il percorso

che compie ad occhi chiusi

obbedendo a regole sconosciute.

Aspetto il mondo

che smetta di girarmi attorno.

Ho abbandonato  la giostra

Voglio solo  il sonno….