La risposta

5b05faaaaf4660e6608ecfd19e02640f.jpg …i processi del sistema inconscio sono ‘fuori dal tempo’, cioè non sono ordinati nel tempo, non mutano col trascorrere del tempo. Il rapporto col tempo riguarda il sistema della coscienza” (S.Freud) .”

Madama quel giorno aprì la sua mailbox… come distrattamente il portalettere apre la sua borsa di cuoio sgualcita ad ogni numero civico…  e noncurante infila la mano e trova con quel gesto consueto le buste giuste da collocare nella fessura che ha davanti…

Così ,con la solita sequenza di tasti , la mail di Daruma è lì  a riempire di poche righe quei cristalli liquidi spesso evanescenti…

Non era di certo un inizio esaltante, eppure Madama intuì in quella secca risposta un buon auspicio…Quelle parole maleodoravano di profondo disinteresse eppure avevano quel non so chè, da far rizzare i muscoli della mano di un pescatore quando sente che l’amo… è stato afferrato….

“Stavo cestinandola prima di leggerla… ma un non so che  mi ha trattenuto dal farlo… è davvero un caso che l’abbia letta ed ora seguendo questo non so che rispondo… hai un blog?  Inviami il link… “

Madama butterfly non aveva un blog… ma parlava spesso col vento… e sapeva che seguire quel non so che è  come lasciarsi trasportare dall’aria verso il sole, dall’onda dell’oceano verso isole incontaminate… dal fato verso il divenire…

Ed ecco Madama si trovava di fronte ad un labirinto… labirinto immerso nella memoria o labirinto mentale da cui emerge l’identità- diversità ritrovata?

Madama butterfly conosceva i meandri dell’inconscio… ne percorreva i dedali ad occhi bendati come una dea… attraversando il tempo… invadendo spazi altrui… spogliandoli delle loro maschere,  poi delle loro vesti… Madama non si accontentava, andava oltre… oltre la carne ardente…  

Sapeva che credere nella sincronicità… significa riconoscersi in quello spazio della mente dove il tempo ha fine…. Nello spazio sconfinato dell’anima… Fenomeno misterioso ed affascinante, l’evento sincronico collega per un istante il mondo del sogno e quello della veglia, lasciandoci sorpresi ma come benedetti dall’incontro….

Ed in un’istante chiuse la mail, richiuse compostamente il monitor sulla tastiera e fu buio intorno a Lei… Con grazia portò  le due mani unite all’altezza del cuore con il capo leggermente chino, sussurrò namastè:  Onoro il luogo in Te in cui dimora l’intero universo e che dimora in tutte le creature.  

 Questo fu il benvenuto di Madama, che studiava sanscrito, l’idioma più antico del mondo… e adorava ripetere gesti rubati ad antichi rituali… ma con il candore e la spontaneità di un’aurora… Alzò il viso e lo sguardo, mentre la folta chioma di capelli neri ricoprivano le sue spalle nude fino a percorrere la schiena insieme ad un brivido…  nei suoi occhi c’era una luce… e dentro quella luce ognuno poteva vedersi…

La rispostaultima modifica: 2007-10-09T21:50:47+02:00da darumafly
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46 pensieri su “La risposta

  1. Quando dentro di noi ci sono dei vuoti, anche un’ombra fa scaturire illusioni, e l’illusione del niente si accomodo’ nei tuoi pensieri, facendo scorrere un brivido nella schiena ,tanto da illudere un’anima bella , ma assai fragile , cosi’ fragile che vide i suoi occhi brillare E l’illusione la plagio, talmente al punto di tormentarsi l’anima e di immaginarsi di aver trovato la luna…………………………………….
    io sorrido…..che ci posso fare è la sensazione che nasce dentro di me ascoltando la tuo malizioso candore……..
    un abbraccio Ale

  2. Leggendo i tuoi post , trovo tu sia molto brava a rappresentare la tua fantasia, inoltre la forma è fantastica,perfetta, sembra che con le tue parole voglia quasi sedurre il diavolo, mettendo in mostra l’abilita’della seduzione, mentre nei meandri delle tue parole sfoggi situazioni e parti del tuo corpo, come se volessi farle vedere a qualcuno, in certi punti parli di semplicita’, ma le tue parole corrono dietro ad un filo forse inconsapevole di complicazioni che nascono dentro di te, o sei molto confusa, o cerchi davvero la luna
    Alessandra

  3. Jung diceva che la sincronicità è una congiunzione non casuale di due eventi apparentemente casuali. Insomma le coincidenze non esistono, ma hanno un significato, anche se il senso non è comprensibile immediatamente. Questo è quello che ho capito. Ma leggendo il tuo post sento che qualcosa mi fugge, che probabilmente c’è un altro significato a cui non so arrivare. Mi piacerebbe se tu, semmai avessi voglia e tempo, mi aiutassi a capire. Grazie ciao

  4. Madama è tutt’altro che semplice. Forse inizia a comprendere che l’esperienza del volo non è tutta rosa e fiori.
    Non hai ancora abbastanza fiducia nelle tue ali da poter fare a meno di uno specchio, il quale ti restituisce solo un’ammagine riflessa. Il tuo unico specchio è quello che scrivi e scrivere, a parer mio, non è un volo bensì una navigazione in solitaria. E’ una dimensione che ti mantiene sempre a contatto con l’acqua, che è il simbolo psichico per eccellenza.
    In ogni caso oggi il tuo volo mi sembra meno libero e felice. Sono certo che saprai riprendere quota; ma trovare il coraggio di sprofondare negli abissi potrebbe essere un’esperienza molto interessante……
    Attendo il seguito……
    Anam

  5. Anam, il tuo commento è squisito… ” trovare il coraggio di sprofondare negli abissi potrebbe essere
    un’esperienza interessante” non so perchè ma questa frase mi affascina….
    “E’ una dimensione che ti mantiene sempre a contatto con l’acqua…” questo pensiero lo devo ancora capire… per poter sperimentare questa dimensione…
    Grazie Anam…

  6. Cara Alessandra,
    ci ho pensato, non voglio sedurre nessuno, se Madama seduce è perché è così e sei tu che vedi in lei seduzione.
    Madama è innanzittutto una donna, che si sente una farfalla, con un batter d’ali che vorrebbe quasi angelico… ed è questa dimensione che intravede nelle persone… Alcune volano con lei… altre abbandonano il volo… Sedurre un diavolo? Impresa impossibile… di solito avviene il contrario!!!

  7. …ecco che la musica comincia…

    Lascia che ti porti con me

    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Fino in fondo
    tra le luci di cera
    fino in fondo
    dove i riflessi dipingono
    la verità

    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    ora che non posso più fermarmi
    ora che la tua pelle segna i miei confini
    ti porterò lontano
    respirerò la tua gioia
    e annegherò il tuo dolore
    annegherò il tuo dolore

    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me

    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me
    Lascia che ti porti con me

    …con me

    …le mie parole riescono a farti “danzare”???

  8. Sono felice che le mie parole ti abbiano fatto riflettere, non vedendo posta , capisco che sei anche risentita, ma è quello che volevo, tu vuoi uno specchio a tua immagine , ma è impossibile ..puoi fare due cose per risolvere il tuo problema, affrontare guardando con gli occhi il tuo Daruma, oppure risolvere i tuoi problemi dentro di te, perchè gli altri non conoscendoti non possono aiutarti, ma solo conforderti ancor di piu’ le idee, tu sai quello che vuoi e che cerchi, l’unica cosa che puoi fare affrontare il tuo problema e non delegarlo ad altri
    haime è il consiglio migliore che ti possa dare
    In quanto a me…….è vero io seduco, sono consapevole, il piu’ difficile è sedurre me!
    un abbraccio , nella speranza che tu possa accogliere le mie parole e che ne capisca il significato
    Alessandra

  9. dimenticavo………..pensandoci, tu sei stato lo specchio migliore che io abbia mai avuto , per predere consapevolezza di me, mi hai portato le risposte che cercavo, in te rivedo i miei errori e mi rendo consapevole del mio valore e per questo vorrei dirti un grazie immenso e abbracciarti, perchè e come se mi avessi liberata da una tortura, grazie tesoro!
    Per me sei GRANDE!…. GRAZIE ANCORA!

  10. @DarumaFly. Se fosse una donna (una figlia), e non un uomo (un figlio), ad avere  una figura materna dominante, di solito ne deriverebbe una forte idealizzazione-dipendenza dalla "madre forte" che potrebbe impedire alla figlia di separarsi e di crescere in modo autonomo come donna adulta indipendente, oppure, al contrario, potremmo assistere a un rifiuto rabbioso di una madre così ingombrante e ad una successiva rivalità violenta, ribelle e piena di risentimento, nei confronti di altre figure femminili incontrate nel corso della vita, vissute come invasive, aggressive e prepotenti, solo perchè a un qualche livello le ricordano inconsciamente la madre (transfert materno negativo) come se la figlia pensasse: – Mi ricordi la prepotenza di mia madre, ma con me avrai pane per i tuoi denti e non l’avrai mai vinta, come non l’ebbe mai vinta neanche mia madre!!! – Non possiamo chiamarla misoginìa, ma semmài "misoginìa relativa", nel senso che solo le donne che rientrerànno nel transfert materno, saranno temute e trattate con disprezzo e aggressività, da queste figlie con "madri terribili".

  11. Ti ringrazio per due motivi: innanzitutto per l’attenzione dedicata alle mie parole, ma anche per l’accurato tentativo di dare una spiegazione psicologica a quello che scrivo; te ne sono grato perché è raro che i commenti vadano oltre un superficiale approccio e ancora più raro spingersi disinteressatamente ad aiutare a capirsi.
    Quanto a me, tra le tue parole mi sento sereno anche se non tutto mi è chiaro: ho l’impressione che qui da te la fantasia si mescoli alla realtà come in un gioco sapiente e divertente: parole pacate, spiegazioni che si incastrano perfettamente a quello che narri, tutto sembra facile ed io mi lascio trascinare senza opporre resistenza, conquistato.
    Hyeronimus

  12. La risposta è celata. Ciò che sento è che il caso non è mai un caso e che non importa alla fine ciò che per l’essere terreno importa ma ciò che l’anima riconosce come appartenenza a se stessa e come infinito nel quale spazia senza tempo. I tuoi post non sono facili ma è questo lo straordinario di te, ti racconti senza raccontarti, come se lasciare a me, a noi, spaziare con la nostra anima avesse per te più importanza che rivelare la tua. Un abbraccio,
    Ele

  13. “…la tua musica …
    la frequenza del mantra sintonizza il mio corpo
    al ritmo del tuo respiro…”

    Ed ogni tua parola è unisono con il battitio del mio cuore, con l’incedere del mio respiro…ora è lui che ritma la danza…

    Respiro

    Come un sospiro, era dietro di me.
    Scolpiva forte i passi suoi,
    brivido lungo quando vidi lei,
    che illuminava me.

    Lei era lì, dietro di me,
    come un respiro, dietro me;
    con il suo odore forte di vita,
    prometteva di portarmi su, più su.

    Pioggia di luna sulla pelle mia,
    seta strappata lungo i fianchi di lei,
    labbra taglienti gli occhi suoi,
    che avvolgeva me;
    illuminò quel buio denso,
    mille fantasmi volarono via,
    note d’argento, nel suono fermo;
    fili di luce,
    vento caldo.

    Lei era lì, dietro di me,
    avevo un segno lungo la schiena;
    occhi pesanti,
    labbra fredde,
    e vuoto …

    frammenti distorti lungo la strada,
    oh baby uccidi questo frastuono,
    … avevo un segno lungo la schiena,
    il suo respiro.

  14. il filo logico è questo:
    dato tecnico: il blog come scrittura post libro, un esercizio di liberazione
    inizio senza un filo conduttore per esigenze di respiro
    mi do una forma
    adesso
    mi do una forma
    intraprendo un viaggio
    non poi così originale
    in un mondo oscuro
    dove ho l’occasione di incontrare tutti quelli che
    comunemente si chiamano morti
    incontro Aldo Moro insieme alla fotografia di Battiato
    poi due partigiani
    nei prossimi
    un brigastista
    sicuramente Pier Paolo Pasolini
    poi si vedrà
    riempio il tutto di riferimenti storici-letterari-musicali
    che sono il mio pane quotidiano
    cerco di comunicare
    cerco di liberarmi di queste ossessioni
    perchè mi tormentano da anni
    ma non pensare che non sorrida spesso
    mi hanno insegnato anche a ridere

  15. Madama in questo post sembra malata di solitudine…cercare nelle parole di uno sconosciuto se stessi ed il proprio specchio può essere profondamente deleterio… (p.s. tornerò a rileggerti comunque con maggiore attenzione, perchè in questo post ho sentito una Madama diversa da quella degli altri post… ovviamente può essere una mia impressione) un abbraccio 😉

  16. @Massimo, il fine ultimo è comune, mi fa piacere, e l’equilibrio, della metafora del muro, è apparente ma efficace come quella della bambola sempre in piedi, permette enormi escursioni senza mai cadere e se cade si rialza all’istante… ma qual’ è il prezzo da pagare?
    @Mai.esistita, sai sono tornata a rileggermi, per capire dove passa il messaggio di ritrovarsi in uno sconosciuto..
    Non era proprio nelle mie intenzioni, quello che è verissimo è che Madama è diversa in questo post. Forse non si sentiva libera mentre scriveva… Mi chiedo da dove traspare… interessante osservazione!
    Grazie per l’attenzione!

  17. E ti parlo ancora di me attraverso le parole del cuore di poesia…
    Adoro quelle che mi rimandi rivestite del tuo volo dell’Anima…

    L’incompiuto amore

    E’ notte fonda
    ma ti aspetterò
    se vorrai scaldarmi un po’

    Solo ancora
    negli occhi tuoi
    è fermo il tempo dei battiti miei
    Così seguo il respiro
    fragile che
    ti riporterà a me

    Imperfetta anamnesi,
    e la memoria non è più mia

    Io ti aspetterò
    sovrapponendoti
    a tutto quello che ho
    sospiri e lacrime
    amore e follia
    soltanto Tu
    l’incompiuto amore
    forse dura di più

    Entri tu
    nel silenzio che ho
    ti guardo e lo so che mi guarirai
    tu ti avvicini
    in un perfetto sentire
    ma è uno schermo virtuale uno squilibrio del cuore

    Sono come il cielo
    io ti aspetto
    io resto qui

    Io ti aspetterò
    sovrapponendoti
    a tutto quello che ho
    sospiri e lacrime
    amore e follia
    soltanto Tu
    l’incompiuto amore
    forse dura di più

  18. Stellina ti senti di fare un attimo di pausa? Apprezzo tantissimo i tuoi commenti da me, anzi li sento proprio vicini alla mia Anima, sii te stessa, sei meravigliosa, sono certa che ti tornerà la voglia di scrivere, io ti aspetto ^__^ un forte abbraccio,
    Elena

  19. Adoro Madama Butterfly, avevo anche visto l’opera lirica al teatro alla Scala a Milano!
    Questa meravigliosa donna giapponese prima innamorata di un americano, poi tradita che si elimina col harakiri.
    Una storia forte, dolce ma molto triste con un epilogo drammatico!
    E’ bellissimo il tuo blog, toernerò a trovarti!
    A presto! Monica

  20. ciao daru, mi stipisce sempre ciò che scrivi, perché non leggo le parole ma le sento, e la sensazione che provo, non mi consente di lasciare nessun commento, forse perchè inadeguato, forse perchè del tutto estraneo al tuo pensiero, ref…

  21. @Ref Mi hai scritto una cosa bellissima, è proprio quello che desideravo… che le mie parole si sentissero…
    Ed ognuno sentirà voci diverse… e proprio questo il prezioso ritorno… quell’eco che mi permette di continuare a scrivere… lasciami quello che hai sentito… te ne sarò grata…

  22. A volte è difficile essere ottimisti, ma sono momenti…poi remi in barca e si va avanti. Sempre molto da atmosfera onirica quello che scrivi…diverso…Qui da te non si cammina, si fluttua…E’ una sensazione di leggerezza corporea.

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