Mai dire Zazen…

Vorrei raccontarvi l’esperienza viaf898befecba65f8e4b6dbc7aa943787.jpgssuta nel weekend scorso…

Il commento di Laura mi ha offerto lo stimolo a scrivere di questo… chiedendomi se mi sono mai data una risposta al quesito “siamo noi a creare il pensiero o semplicemente lo subiamo?”  del post “conflitti di interesse…”

La vita, spesso, quando nasce una domanda, risponde… magari non subito… ma stavolta senza nessun intento precostituito… ho vissuto un’esperienza che mi ha permesso di approfondire la questione…

Ho avuto modo per 3 giorni di essere introdotta alla pratica Zazen, una forma di meditazione buddista e di iniziare così la mia giornata….

Il racconto è un po’ lungo… portate pazienza e armonizzate… nell’immobilità ritroverete il movimento… così diceva il Grande Maestro Dogen e ripeteva il Maestro Zen….

Lo Zazen, non si può spiegare, neppure insegnare, lo Zazen può essere solo praticato…

Senza offendere la sensibilità di alcuno… vorrei raccontarvi la mia esperienza da occidentale, figlia del xx secolo, principiante, che si cimenta in questa millenaria arte…

Sono le 6 del mattino… Mi trovo seduta sui tappeti  in una grande stanza disadorna solo soffitti con grosse travi di legno e pareti parzialmente rivestite di legno chiaro scaldavano la stanza…. Con me e come me, un gruppo di persone alla loro prima esperienza di pratica Zazen.

E mentre con le facce gonfie, ancora di sonno, ci guardavamo senza vederci… entra il Maestro Zen con un abito grigio e soprabito nero, ampie maniche,  una campana tibetana, il suo batacchio ed il libro dei sutra…

Entra con fare compito e nello stesso tempo molto cerimonioso… si inchina davanti al suo zafu, gli gira intorno senza scalvalcarlo ( bisogna portare rispetto anche alle cose, ci spiega)  si inchina di nuovo e si siede sopra assumendo la posizione del loto ed invitandoci a fare altrettanto…  mentre con le mani ci insegna a formare il mudra  Dhyanamudra gesto che intimamente connesso all’idea del samadhi  (in sanscrito: significa “stabilire”)  descrive l’unione del meditante con l’oggetto della meditazione cioè il completo riassorbimento del pensiero nell’oggetto di concentrazione.3c85569b51a6c0548176f6bbdf6a2287.jpg

Ora ci invita a darci le spalle e di sedere rivolti verso il muro circa a un metro e mezzo da esso… già mi sento in castigo… Comincia  poi a dettarci istruzioni per la postura da assumere… con la sua voce che mi viene da dietro e vorrei voltarmi…. Fortunatamente la posizione del loto mi viene bene… ma vedo le persone accanto, con grosse difficoltà… pare non ci siano sconti di sorta, se non si perviene alla postura corretta… niente Zazen …  lo Zazen è l’arte di mantenere la postura.

Il 40% delle persone presenti… le ha già perse…  si accontenta per ora per il restante, della figura di mezzo loto…  e ne riguadagna un altro 25%… per gli altri… nulla da fare…

Poi inizia le prescrizioni riguardo la postura della testa, delle guance, dei denti, della lingua… colonna, spalle, addome, pancia, sfinteri…

Ora mi sento un manichino in vetrina… fatico pure a respirare per paura di perdermi il controllo di qualche muscolo da qualche parte ed allora…  addio postura…

In ogni caso  devo ricominciare a respirare anche  perché  comincia a prescrivere come deve essere  il corretto respiro… e con l’idea di fare tutto bene, bene, vado in iperventilazione… e sento la testa che gira… complice anche il digiuno…

Ma la pratica non è ancora iniziata, ho tempo di riprendermi… devo attendere 3 rintocchi della campana tibetana e poi sarà… Zazen …

Intanto da dietro il maestro … come un ombra ci controlla uno ad uno e corregge la postura… dicendoci che di solito nei monasteri viene corretta con una bacchettata sulla spalla, ora non ricordo come si chiama ma ho capito bene il senso…

 Ed ecco i rintocchi… vibrazioni… che per un attimo mi assorbono più della postura  e che sento attraversarmi ed aprirmi in 2 come una saetta e poi piano si dissolvono come cerchi nell’acqua… ricomponendomi e

ritornando intera… ed ora… è silenzio… vuoto… Zazen … il tutto… costretto nell’immobilità della postura che dovrebbe condurre all’immobilità della mente…

E solo in questa immobilità  ed in questo vuoto… che il subconscio si manifesta… 

Ed eccomi lì… ad aspettare il subconscio… quel sottile passare dal pensiero al non pensiero…e dal non pensiero al pensiero…  

Il vuoto e la forma…  ed intanto… più che vuoto di pensieri… sembra che nella testa se ne accavallano sempre di più tumultuosi… questa tesi o antitesi  di forma del vuoto o vuoto nella forma… si  stava disegnando e ridisegnando come tele che appaiono per incanto e che prefiguravano l’idea… una più fantasiosa dell’altra…

A quel punto mi accorsi che involontariamente avevo chiuso gli occhi… ed invece mi era stato detto che dovevo tenerli aperti sguardo a 45° focalizzato ad un metro e mezzo di distanza da me…

Li riapro ed il mio mondo e le mie immagini svaniscono… ne resto delusa… sento che mi manca qualcosa… devo imparare a sognare ad occhi aperti… mi ripeto…  

Ed in tanto riempio quel mio mondo di fantasie evaporate nel piattume del muro di fronte… aspettando  intensamente quello stato di non pensiero… ma come si fa a pensare di non pensare? 

E mi accorgo ancora una volta di essere sulla strada sbagliata…

Elemento fondamentale della pratica è quello di non imporsi alcunché, senza interferire in ciò che ci accade durante lo Zazen stesso, né tanto meno imporci che qualcosa accada o si verifichi e neppure restare nell’attesa che si realizzino delle aspettative prefigurate a priori.

Ricomincio pensando di nuovo alla forma… ripasso e correggo la mia postura…. Intanto mi accorgo che le gambe cominciano a farmi male così tirate e costrette; concentro il respiro sul dolore accettando la sua presenza come parte del vuoto e della forma….  E presto sembra svuotarsi di intensità e la forma torna forma…

Lo scopo del vuoto di pensieri è cogliere l’espressione del pensiero sul nascere ed esserne consapevoli subito, solo in questo modo, secondo questa pratica, diveniamo completamenti padroni del pensiero stesso… solo così possiamo osservarlo… senza disprezzarlo e senza aggrapparvi ad esso… ma lasciandolo andare… anzì naturalmente scomparirà… senza soggiogarci, senza ferirci, senza limitarci… ma solo arricchendoci del suo passaggio…

Questa è la pratica… ma da me transitavano solo pensieri banali senza un filo… di senso…

E di nuovo mi trovavo in errore… perché giudicarli banali?   Quelli erano…. e  così li dovevo accettare…

Mi serve ancora molta pratica, confesso a me stessa… ma già comincio a disperare che quella che cominciava  diventare sofferenza per la posizione a lungo mantenuta e noia per gli occhi aperti sul muro sfocato…. Potesse elevare i miei pensieri… che  al contrario… cominciarono a precipitare miseramente in calcoli matematici sul tempo trascorso e che dovevo ancora trascorrere… in quello stato… finalmente il rintocco della campana… suono liberatorio… le gambe si erano completamente addormentate e mi sembrava impossibile riuscire a sciogliere quella posizione nonostante lo desiderassi con tutta me stessa…  ero completamente formicolata…

 

b678e2564bec0d0770623b4a524805ea.jpgEd ora tutti in fila per Kinhin…  è una camminata conservando l’attenzione sul respiro, viene svolto tra 2 periodi di Zazen per consentire al corpo di riposare dalla postura e riattivare la circolazione.  Non vi dico che impresa riuscire a mettermi in piedi su quelle gambe addormentate…

E poi un’altra mezz’ora di pratica Zazen … eterna, molto più eterna della prima…

 

Ed infine  ci viene distribuito un foglietto con il Sutra del cuore…

La parola Sutra in sanscrito significa: Filo per infilare le perle…

E’ scritto in sino-giapponese…. ma alla fine si pronuncia come si legge occorre solo conoscere la pronuncia di alcune consonanti e dittonghi…

Il Maestro intona il canto del Sutra che è una specie di nenia…. e alla strofa successiva dobbiamo unirci tutti quanti… e diventa in un certo senso armonia di suoni e forme e accomuna le menti  in un’unica voce… quei suoni così foresti che in un attimo diventano familiari, mi ammalliano… e in un solo istante sono dimentica della fatica della pratica… mi sento calma e la soavità della litania mi lasciano quel senso di leggerezza e dondolamento  mentale…che non mi abbandoneranno per l’intera giornata.

Ho capito che a casa non continuerò ad alzarmi alle 5:30  per fare un’ora e 15 minuti  di pratica Zazen…

Ho capito che i pensieri sono manifestazione del subconscio…

Ho capito che per non subirli bisogna coglierli sul nascere…. E……………….

                                                           

E’ stata un’esperienza che  non so se  ripeterei… ma che sono contenta di aver provato…

 

Mai dire Zazen…ultima modifica: 2008-07-05T12:16:37+02:00da darumafly
Reposta per primo quest’articolo

38 pensieri su “Mai dire Zazen…

  1. ahahahah leggi cosa scrivevo proprio due giorni fa sul mio blog: “Infatti le pratiche Zen, Buddiste in generale, ma perfino le “nostre”, non vogliono e non dovrebbero essere fini a se’ stesse. E’ sbagliatissimo portare nelle nostre meditazioni cio’ che c’e’ “fuori”, mentre si dovrebbe poter portare fuori cio’ che “nutriamo” in noi con le nostre meditazioni. Non a caso lo Zen ha forme di meditazione che noi occidentali potremmo trovare inusuali, come il “Kinhin”, ovvero la “meditazione camminata” (quella da seduti e’ lo “Zazen”). Ma in generale uno “stato Zen” dovrebbe esserci sempre, ma mica per divenire illuminati o chissa’ cosa, semplicemente per… vivere davvero, cogliendo cio’ che la vita ha da darci 🙂
    Certo… mica e’ facile! Di solito non riusciamo a star concentrati 5 minuti di seguito! ;D”

    :))))))))
    E adesso rinizieremo con le storie sulla sincronicità degli eventi, non è vero? ;D

    La tua è una splendida descrizione, mi è piaciuto il fulcro dell’insegnamento: “Lo scopo del vuoto di pensieri è cogliere l’espressione del pensiero sul nascere ed esserne consapevoli subito, solo in questo modo, secondo questa pratica, diveniamo completamenti padroni del pensiero stesso… solo così possiamo osservarlo… senza disprezzarlo e senza aggrapparvi ad esso… ma lasciandolo andare… anzì naturalmente scomparirà… senza soggiogarci, senza ferirci, senza limitarci… ma solo arricchendoci del suo passaggio…”… ESATTOOOOO! ;D Spesso scrivo che “negare” i pensieri è sbagliato, bisogna lasciarli sorgere (anche perché tanto lo faranno ugualmente) come nuvole nel cielo della nostra mente; osservarli senza “nutrirli” ragionando su di essi, sarà come non opporsi al vento che, presto, porterà quelle nuvole fuori dal nostro orizzonte, dall’altro lato di dove sono sorte.

    Adesso, non scoraggiarti: la postura del loto è davvero scomoda per noi occidentali (io ad esempio la faccio correttamente solo tenendo la gamba destra “sotto”: con la sinistra per prima, il ginocchio destro non tocca il pavimento, rendendo la postura scorretta. E comunque non credo riuscirei, attualmente, a tenerla mezz’ora!), tu prendi il “succo” dello Zen, e replicalo nelle forme a te più congeniali. Pensa a Osho, che scrisse il “Libro Arancione” contenente 100 diverse forme di meditazione (o meglio, di “sistemi per entrare in meditazione”, perché la meditazione è meditazione, punto); 100 è un numero simbolico, per dire che ognuno ha la sua via.

    Perfino quando ti “perdi” in un bel brano musicale, sprofondata nel tuo divano, sei in meditazione.

    Un abbraccione! 🙂

  2. buongiorno flay, …….. mi sento calma e nella soavità della litania……… già forse abbiamo dimenticato ciò che abbiamo appreso sin da piccoli e di cui non abbiamo mai approfondito il significato, perchè andare così lontano? Basterebbe entrare in una chiesa dove si stanno svolgendo alcune funzioni, inginocchiarsi sul duro legno, porre le mani congiunte al di sopra del banco un una posa rigida e mistica e nell’aria crepuscolare della chiesa lasciare che le voci, alla quale uniamo la nostra, giungano libere alle nestre orecchie. Le voci unite in un rosario prima e nelle giaculatorie poi, seguire il flusso di quella cantilena che continua monotona nei suoni bassi ci compenetra e ci estrabea dall’ambiente pertandoci altrove………….non contano le parole ne il loro significato, ricordi? Sino a non molto tempo fa in latino incompresnibile ai più, è il suono che penetra con le onde nel cervello causando una sensazione di estraneità, di estasi, e questo i religiosi, i mistici a qualsiasi ordine, religione, credenza o dottrina facciano capo lo sanno bene da sempre, persino Ron Hubbard in dianetics sta sfruttando lo stesso metodo. Perchè cercare altrove ciò che abbiamo in casa????????????? …..lezioni di proselitismo…… ciao 😉 ref

  3. Buon giorno Fly e buon fine settimana, leggendo il tuo post ritrovo in esso una delle mie convinzioni e cioe’ quella che la maggior parte dei nostri Problemi che ci angustiano e’ l’obbligarci a pensare sempre senza riuscire a liberare anche se solo per brevi istanti completamente la nostra mente da tutto cio’ che ci da’ preoccupazione. Gia’ sembra facile……..ma almeno proviamoci e allora ben venga il Zazen
    Un caro saluto

  4. Bella la tua descizione e anche molto minuziosa. Mi ha fatto rivevere alcune esperienze che pensavo potessero aiutarmi. E più cercavo, più sperimentavo, più capivo che ognuno deve trovare sulla propria strada, non solo dentro di sè, una verità o un qualcosa di simile che lo aiuta a vivere.
    Un saluto carissimo

  5. Mia cara….. molte cose di qulle che hai scritto… le comprendo bene….. e come te penso ne valga sempre la pena… di indagarci dentro… pur se i sentieri sono tanti e ci possono essere imprevisti… leggerti arricchisce sempre…
    ti abbraccio cara,
    Daniel

  6. Ti dirò Fly, anche io nella mia vita ho sperimentato un qualcosa di simile, io ho fatto la Meditazione Trascendentale e a dire il vero ho trovato giovamento, ora non la pratico più con costanza da anni, però in alcuni momenti, ancora oggi, mi estraneo da tutto e da tutti, per 15 minuti e la pratico, mi rilassa e mi scarica dalle tensieni accumulate.

    Un saluto e buona Domenica!

  7. Ti dirò Fly,alle 6 del mattino cammino nel mio bosco, qualche fungo, fiori selvatici,lievi profumi nell’aria. Sulla terra le foglie dell’autunno…intorno giganteschi castagni dall’aspetto umano, calmi, riempiono il cielo di foglie…non c’è nessuno…grande silenzio…sussurri del vento………………
    Un abbraccio

    fiore

  8. Buongiorno dolce farfalla…che dire..io da un pò di tempo frequento un gruppo buddista..mi sto avvicinando a questa disciplina…e mi aiuta..mi piace molto..ho conosciuto persone meravigliose..sto attenta comunque..voglio essere cauta..devo raggiungere la consapevolezza in piena libertàà..poi.inizierò spero di riuscirci a diventare vegetariana..
    è un percorso che mi sta aiutando..già pratico un principio fondamentale di questa filosofia..”Causa_effetto
    un bacio e stato molto bello leggere la tua esperienza…
    ps unica difficoltàà..sono molto indisciplinata..hahahaahah

  9. Noi che abbiamo dimenticato la felicità del sacrificio, che ci siamo perduti nel rincorrere il tempo quotidiano, noi che abbiamo demandato ad altri lo svolgimento dei nostri pensieri, noi sappiamo che possiamo riprenderci la nostra vita, il nostro tempo, il nostro vuoto e farlo divenire un valore. Proviamoci, almeno una volta, con umiltà.

  10. Ciao Fly! che esperienza! devo dire che per quanto pazzesca mi ha incuriosito parecchio… io ho praticato yoga da autodidatta per un pò, purtroppo ho dovuto smettere per motivi un pò assurdi, andavo sulla spiaggia, nelle mie mattine libere, in modo assiduo specie nei periodi di mezza stagione finchè un giorno non vidi un tale nascosto dietro un albero, all’ingresso della spiaggia, che faceva… cose strane… così decisi di andare in una parte della spiaggia più vicina al paese per evitare di correre rischi e sgradevoli situazioni finchè, una mattina, dopo essere stata nella “posizione della piramide” (difficile da descrivere, diciamo che ero a testa in giù con una gamba sollevata che seguiva una diagonale perfettamente in continuazione con la gamba poggiata, una mano poggiata e l’altra puntata verso il cielo e con gli occhi chiusi) per… in effetti non so per quanti minuti… diciamo per parecchio tempo… ecco che lentamente comincio a riprendere la posizione eretta, con movimenti molto lenti e coordinati, poi riassumo la posizione del loto e, quando esco dal vuoto e dall’unico suono che udivo (quello delle onde del mare) riapro gli occhi e mi viene un accidenti! c’era un tale seduto a meno di due metri da me che mi fissava con un espressione fra il concentrato e lo sconvolto…! non ti dico lo shock quando ho riaperto gli occhi… m’è preso un colpo e in seguito tutte le volte che sono andata in un posto isolato a tentare, non appena chiudevo gli occhi rivedevo quello strano tipo che mi osservava… mah! peccato… però aver letto la tua esperienza devo dire che mi ha fatto venir voglia di riprovare.
    Per quanto riguarda i pensieri, anche io credo spesso di “subirli” chissà se lo zazen potrebbe aiutarmi, sconvolgermi o decidere che è meglio continuare a subirli, infondo è vero che sono manifestazioni del subconscio e devo dire che spesso è affascinante riuscire a coglierli e vederli… finchè non cominciano a spaventarmi (a volte mi capita…) ma devo dire che ho sempre avuto una strana attrazione per il pericolo quindi anche in quel caso non mi dispiacciono e quando capitano quelli deprimenti, tristi o angoscianti, quando passano, mi sento più felice di come sarei stata se non li avessi avuti, in realtà credo sia così per tutti, dopo giorni di pioggia un sole che splende si apprezza di più che in 10 giorni di sole…
    Bacioni Fly e buona settimana!

  11. eeheheheh!!! Buongiono!! Bè tu almeno hai provato a fare meditazione alle 5,15 per 1 ora… Io non potrei proprio!!! heheeheh!!! Cmq… è sempre bene provare…
    Ti ringrazio del passaggio… sempre molto gradito e soprattutto del sorriso!!! Non sono mai abbastanza!!! Ciauzzzzzzzzzzzz

  12. la musica, come il cinema è una forma soggettiva, da sensazioni ed emozioni diverse, su questo siamo d’accordo….il fatto è che una studio ti da strumenti per poter apprezzare meglio…alle volte quando guardo un film dopo meno di cinque minuti ho già capito molto, questo ha i suoi pro ed i suoi contro…
    chissà perchè hai parlato di infedele…..
    la musica io la percepisco come onda, è più facile che mi prenda una melodia che le parole che l’accompagnano, di quelle mi stufo prima, della musica invece posso farmi asfaltare le orecchie per anni…..
    la musica mi cambia l’umore, mi costringe a pensare, perchè arriva diritta al mio cervello e scatena pensieri per resare al tuo post…
    io, poi, cerco di cavalcarli e non indirizzarli

  13. Cara Fly, mai come in questo periodo riscopro il valore del tempo ma certamente trovero’ sempre il modo di non farlo mancare per portarti il mio saluto
    Un abbraccio sincero
    Sergio
    Se Hai occasione salutami Asgard (Alessandra) e’ tanto che non ho sue notizie
    A presto

  14. Ho letto ogni singola parola del tuo post, compresi i puntini di sospensione.
    E’ affascinante leggerti, sai? Hai la grande capacità di mostrare, con grande naturalezza, quello che provi, che vivi, che senti, che immagini.
    Ti immagino all’alba, affamata ed assonnata, a guardare un muro spoglio. E sorrido. Perche’ ammiro la tue determinazione. Per quanto è minima (praticamente nulla) la mia soglia di sopportazione, in questo periodo, io avrei lanciato un urlo disumano e sarei corsa via, mandando a puttane ogni buon proposito di sperimentare “altro” rispetto al quotidiano.

    Intanto NOI siamo qui ed attendiamo il tuo ritorno.
    fai prestooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
    Siamo in astinenza da coccole.

    Ti baciamo. Forte.

  15. La ricerca e la natura del pensiero da sempre intenso desiderio dell’uomo spesso, se non sempre, s’ingrange dinnanzi al mistero. Numerose le tecniche che religioni e filosofie hanno addottato per dominare l’istinto e procedere verso il silenzio nel tentativo di scoprirne l’origine… E se il pensiero fosse un dono, frutto dell’incontro tra l’io e l’esperienza conscia ed inconscia del vivere e del non vivere!?… E se il pensiero fosse in realtà il risveglio dell’oltre che è in noi!?… Allora sarebbe difficile definirlo, imprigionarlo, dominarlo perchè per sua natura essenza di libertà…
    Probabilmente per ora mi accontenterei di esprimere questo processo che avviene inspiegabilmente con la categoria dell’immagine: il pensiero altro non è che il volo dell’anima. Con gratitudine, Mieleinfuso! Buon fine settimana!

  16. Sono onorata (anche se arrivo colpevolmente per ultima!) del fatto che una mia domanda abbia in qualche modo potuto suscitare una così interessante riflessione. In realtà, della cultura e della filosofia orientale conosco pochissimo per non dire addirittura niente. Ne accetto l’interesse, di certo dev’essere un’esperienza degna di essere vissuta, o se non altro provata, ma non praticando e soprattutto essendo profondamente ignorante in materia non avanzo giudizi in merito… Concordo con te comunque sul fatto che pur non intendendo ripeterla, è stata (come lo sono tutte le esperienze fuori dalla nostra normalità quotidiana) un’esperienza che sei contenta di aver fatto. Se non altro, perché è un arricchimento personale e spirituale.

    Un saluto e un abbraccio 🙂

  17. Mi sono imbattuto per caso, ti ho fregato una foto per colorare il mio blog. Forse tu non ricordi come nessuno di noi ma queste senzazioni di frustrazione le abbiamo già provate….. quando? Bèh quando abbiamo imparato a camminare….. ed ora guardiamoci riusciamo anche a correre. Con la pratica quotidiana dello zazen a breve tutto ti sembrerà più facile.

Lascia un commento