All’ombra dei cedri

 

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Le ore hanno la perfezione

 dei cerchi concentrici

dentro una matrioska ignara

ingoiano il tempo

in una sfera di piume

 Inscritta in una monade

che non conosco

percorro i confini

di una terra infinita:

lande d’acqua

e mari di fuoco

approdo nei tuoi occhi

il nostro  enigma

e tra l’incessante

gocciolare misteri

mossi da venti postulanti

 nella semplicità di un’iride fonda

leggo la via  tra le sephirot :

un solo raggio di sole

che nasce dal cuore..

pelle  viva

in un flusso piroclastico

d’ignimbrite…

 

 

All’ombra dei cedriultima modifica: 2010-06-15T14:56:00+02:00da darumafly
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7 pensieri su “All’ombra dei cedri

  1. L’ultima volta che son passato da qui eri l’emozionante anima che riusciva a tradurre i suoi pensieri in una prosa fluida e intrigante…
    oggi scopro una vena poetica che senza perdere un briciolo di qualità riesce a trasmettere le stesse emozioni condensando in una manciata di versi la propria interiorità.
    Un abbraccio sincero,
    Sergio

  2. Al ritmo scandito dalla quadratura perfetta del tempo ingoiato dalle ore…un viaggio obsoleto di un tempo anacronistico che si libra…destreggiandosi in un volo cosmico, e da una distanza possibile un calcolo meditato che prevede un approdo, un riposo dallo stordimento dell’assenza, pace dal continuo fluttuare di onde di riflessione. Ma il desiderio di sopraggiungere, a quel medesimo approdo, permette allo sguardo totale assenza di distrazione, ogni altro emisfero non sarà notato, indifferenti al passaggio di scie gassose luminescenti, brillanti polverizzazioni di esplosioni di mondi finiti, vaganti senza meta. Quel viaggio, non vede altro se non quell’approdo istantaneo, dell’accoglienza in sè…nel sé di quegli occhi…produttori di un enigma che deve essere sciolto in quell’approdo, rivisto in quell’incontro di approfondimento di una ricerca del cuore, per quel solo raggio di sole…

    sorriso…

  3. Cara… certe ore danno veramente l’idea di avvicinarsi alla perfezione.. a quello stato di equilibrio che normalmente altro non è che un’idea che naviga dentro di noi. tra le sephirot di Yesod Netzach e Hod.. e così i cedri scompaiono per lasciare il posto all’infinito… la reale dimensione dell’anima… grazie… grazie…
    Daniel

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