Rivelazione

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A Silbury Hill (monumento preistorico più enigmatico delle isole Britanniche)
Avrei potuto vivere o morire in quella terra.

Non faceva differenza, lo sentivo…

Sembrava di essere nel cuore di un segreto e nel cuore del segreto non si può sentire la differenza

tra la conoscenza dell’occulto o l’ inaccessibilità ad esso.

Facevo parte integra dello stesso segreto, ero io il mistero e al contempo la chiave per penetrarlo.

Sentivo di vivere l’enigma della mia vita come una cosa sola con l’arcano del pianeta.:

Come un filo elettrico scoperto, immerso in un potenziale inesprimibile, scintillavo tra quelle pietre addomesticate su quel suolo consacrato.

Anche il profumo dell’aria ne custodiva l’antico mistero… E pur rimanendo inaccessibile lo comprendeva.

Ed anche in me al posto del sangue scorrevano i fili invisibili del Grande Architetto.

Non c’era divisione tra te e me, l’aria, le pietre e il luogo… una sola anima… anche se per un solo infinito istante.

Quello in cui le nostre mani si sono prese come 2 bambini che vogliono chiudere il cerchio..

Intravedere il divino nei tuoi occhi, specchio puntuale della mia anima, è come poterla guardare direttamente in viso!

Ero sgomenta per l’inestimabile bellezza del soprannaturale diventato ora pupilla, labbra, pelle, cuore, sangue e calore…

Le pietre ci guardavano ignorando i nostri passi, testimoni del nostro riconoscerci umani e divini…

Il prato accoglieva il peso del piede, ma sentivo la pietra a sostenerci.

Sembravamo sollevati dalla gravità umana, come se il magnetismo terrestre si potesse rivoltare e da quella piramide  essere proiettati fuori dalla logica gravitazionale, nello spazio siderale…

Come un neonato viene mostrato alla luce della vita, dalle doglie materne… potevo sentire il mio vagito: una commozione indicibile…

Così, dalla cecità dei miei occhi, io nascevo a una luce surreale.. una luce di resurrezione e di morte allo stesso tempo, come se l’alba si allungasse fino il tramonto ed il tramonto s’impadronisse dell’alba

Come se non fosse più e non fosse mai stato né giorno né notte.

C’era una nuova stella a governare le anime, una stella ignota visibile solo agli iniziati radunati a Silbury Hill nella notte senza luna in cima alla piramide bianca…

Una visione apocalittica accompagnava il mio incedere lungo il Campo del Sole ai lati a proteggermi e a indicarmi la via le pietre guardiane della soglia di quell’antica verità…

Anime volavano sopra di me come parte della luce stessa: una nuova materia, una vibrazione rara…. Sembrava che il cuore umano risuonasse insieme al battito della terra e il cielo fosse la sua infinita cassa di risonanza.

Materializzate in un sogno lontano, viaggio nelle profonde memorie dell’universo… ora li vedevo reali con tutti i colori e i sorrisi…Non ombre cervelliere ma entità foriere presenti dall’inizio e alla fine del viaggio perpetuo intorno al sole, in attesa che un’eclisse ne oscurasse la luce come quella di un Dio minore al cospetto di un universo più grande…

Solo nel Campo del Sole riuscivo pregare questa grande stella affinché potesse farmi partecipe alla processione ossequiante di ancelle Dee: Equinozi d’anime senza duali sofferenze, Solo equanime consapevolezza di mani senza ossa e pelle, solo cuori pulsanti senza sangue e menti operose senza crani.

Un quadro sublime d’infinita grandezza, dove ogni singola pennellata esprime tutta la genialità del pittore incarnando l’artista stesso e il suo progetto.

Mi pareva di volare, ma in agguato… fulminea, dolorosa e rovinosa la caduta…

Lacera, coi pantaloni strappati,  e i bottoni persi, scapigliata, stivali infangati e fradici… come un gatto che ha perso la parola e le sette leghe… osservavo ciò che resta:

Scempio di un uomo sordo, una strada bieca ne sbarrava l’accesso alla vetta, solo rovi e spine, fossati e rombi di motori, ne ordivano l’inacessibilità delle alte vie..

Terremoti, tsunami, rivoluzioni e guerre devono ancora venire per aprirne e lavarne col sangue la smarrita via…

Tutte le logiche umane una da una, mi si presentavano di nuovo innanzi, come spettri e armieri lugubri, pietre miliari tra cui passare senza scampo… le pareti della mia prigione riapparvero Scure come se la pelle avvizzita del mio corpo non lasciasse scampo neppure alle pupille… le palpebre cadevano pesanti e oltre a sbarrare la luce, ottundevano anche l’anima nel mio guardarmi dentro.

Tutto mi sembrava così lontano, solo il freddo e il peso delle catene erano reali e forti… mi aggrappavo ad esse naufraga e persa nella notte oscura dell’anima…

Mi sentivo sola e misera, ero senza voce e respiro… abbandonata in terra straniera, stremata di fatica e confusa… spaventata a cercare uno sguardo… una mano… una voce…

Un gesto… un segno del cuore… per unirmi al destino di redenzione… appena intravisto… ma anche tu fuggivi…

Nell’eremo del Passaggio solo orfani ed esuli soli… è questa la dolorosa rivelazione: l’orto dei Getsemani…

Ora qui posso solo pregare sola…

Con una lingua che non riesco più imparare… col capo chino, così scrivevo, dettato dalla coscienza mistica di Silbury Hill:

 

Like a trace in the snow

Like an orbit in the sky

Like a line in the fated

Like a path in the soul

 

I’m going on, I’m going up

Nothing can stop me

Even if I live even if I die

It’s the same for me …

I’m always me but not only me

 

I’m the shadow that has been beat by light

I’m the light that doesn’t know the sun

I’m the breath but not the air

I’m the love but not the heart

 

I’m going on, I’m going up

Nothing can stop me

Even if I live, even if I die

It’s the same for me …

I’m always me but not only me

 

I’m the brother of my sister

I’m the son and the mother

I’m the slave of me

I’m the owner of me

 

I’m going on, I’m going up

Nothing can stop me

Even if I live, even if I die

It’s the same for me …

 

Because I don’t know eternity but eternity knows me….

 

Rivelazioneultima modifica: 2011-03-24T13:18:00+01:00da darumafly
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5 pensieri su “Rivelazione

  1. Mia cara..
    è straordinario il modo in cui hai ripercorso il tuo arrivo e la tua dipartita da Silbury… la sacra eternità e la splendida umanità in te si bilanciano in modo perfetto…
    Mi piace moltissimo come hai descritto la potenza del luogo che appare evidente anche prima di vedere l’imponente sacra costruzione piramidale… la sensazione che si respira nel campo del sole è presente prepotentemente nelle tue parole.. leggerle è come riviverla…
    Vorrei che ripensassi a quei momenti, ogni volta che ti senti cadere.. ogni volta che il lato umano sembra negare quello divino… per risalire verso l’alto come fossi di nuovo sulla salita che porta al crinale da cui osservare Silbury di fronte…
    Le parti in inglese… sono estremamente musicabili!
    Ti abbraccio.. grazie…
    Daniel

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